Beppe Fiorello sono un papà all’ antica

beppe fiorelloBeppe Fiorello è stato intervistato dal settimanale “Grazia” sui suoi nuovi impegni professionali. Durante l’intervista Beppe Fiorello parla anche della sua famiglia, in particolar modo sulla moglie Eleonora e sui loro due figli, Anita e Nicola. L’attore ammette di avere un carattere difficile, ma di essere migliorato molto nel corso degli anni grazie alla sua compagna: “Non ho un bel carattere: non riesco mai a capire quanto posso fidarmi di me stesso e degli altri… Ho delle insicurezze che trasformo in diffidenza verso gli altri. È un problema mio, non c’entrano le altre persone. Anzi, sono molto migliorato grazie a mia moglie. Senza spiegarmelo, lei mi ha fatto capire che vale la pena buttarsi nei rapporti con gli altri, anche se si rischia un tradimento o una delusione.” E a questo punto si lancia in una vera e propria dichiarazione d’amore nei confronti di sua moglie Eleonora: “L’ho conquistata con la simpatia. Ma dopo qualche anno sono diventato un disastro, un uomo pesantissimo. È lei la colonna, l’energia, la positività che circola in famiglia. Io sono tendenzialmente un malinconico, un catastrofista. Anche con i nostri figli: Eleonora è gioiosa, li fa sempre sognare. Io sono rigido, metodico, anche se adesso sono più rilassato, grazie a lei. Le devo molto. Ma il mio più grande errore è che sto confessando tutto questo a lei, in un’intervista, mentre non lo dico a Eleonora. Mi trattengo. Non so esprimere apertamente i sentimenti d’amore.” Beppe Fiorello, papà tradizionalista per Anita, 12 anni, e Nicola, 10, che si divertono ad avere un padre famoso. Tra di loro non c’è stato un colpo di fulmine, ma è stato il caso a farli incontrare e poi a farli innamorare, addirittura a Los Angeles: ” Nei colpi di fulmine, di solito, ci si spoglia. Lei, invece, mi ha vestito. Mia moglie cura il look degli attori, gestisce l’immagine degli eventi cinematografici. Stavo promuovendo il film C’era un cinese in coma di Carlo Verdone. Sono entrato nel suo ufficio, mi ha squadrato e mi ha scelto gli abiti. Poi, qualche settimana dopo, per caso ci siamo incontrati sullo stesso aereo, vicini di posto. Era Roma – Los Angeles, non proprio un volo comune. In America ci siamo frequentati e una sera con altri amici abbiamo affittato una limousine. E quando tutti sono andati a dormire, noi siamo rimasti lì: due italiani in limousine a girare per la città. E a innamorarsi. ”  Beppe Fiorello parla dei suoi difetti e del suo carattere non proprio facile, rivela di avere anche dei pregi, uno in particolare: “La lealtà: nell’amicizia, nell’amore, nel rapporto con i miei figli. Con loro essere leale vuol dire rispettare i ruoli: io sono il padre, loro i bambini. Non amo i “genitori 2.0″, che fanno finta di essere amiconi. Essere leali significa non proiettarsi troppo su di loro: non voglio che facciano qualcosa solo per rendermi felice. E vuol dire ammettere i propri errori.” E infine dei figli racconta: “Sanno che sono un po’ all’antica e ogni tanto mi prendono in giro chiamandomi “Beppe”. E io, un po’ irritato, rispondo: “Come mi hai chiamato?”. Sono simpatici, ironici. Quest’estate sotto l’ombrellone qualcuno veniva a chiedermi una foto, un autografo. Quando mi rilassavo un po’, mi svegliavano e dicevano: “Scusi, possiamo fare un selfie insieme?”.

Beppe Fiorello sono un papà all’ anticaultima modifica: 2015-10-09T09:26:23+02:00da nessi-15
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