Arisa parto in tour ma tra un anno mi fermo voglio diventare mamma

Arisa“Domani, nelle vostre recensioni su “Facebook”, scriverete che sono un disastro?”. I problemi tecnici non mancano, la voce non sempre arriva dove dovrebbe, ma quelli per Arisa al Teatro Carcano di Milano sono applausi scroscianti, forti, di quelli che danno calore. Perché la cantante è forse l’ultima grande artista della sua generazione che riesce ad arrivare al cuore, senza tecnicismi. Rosalba chiude la Milanesiana, sale e scende dal palco, improvvisa uno show con il pubblico, dedica una canzone d’amore al suo fidanzato Lorenzo e alla fine seduta sui gradini confessa: “L’amore è l’unica cosa importante nella vita, tra un anno mi fermo, voglio diventare mamma”.

Arisa, sei pronta per questo tour?
Milano mi agita sempre e poi cambiando sempre location a volte siamo all’aperto, altre al chiuso. L’acustica cambia, così ogni volta è diverso. Quindi mi preoccupo sempre che non sia come mi aspetto. Spero che comunque la gente comprenda l’essenza, ho privilegiato la musica senza effetti speciali.

Come hai scelto i brani in scaletta?
Ho dato molto spazio al mio ultimo lavoro “Guardando il cielo”. E abbiamo riscoperto in un quartetto medley alcuni brani del primo disco: da ‘L’uomo che non c’è’ a ‘Nel regno di chissà che c’è’. Il mio repertorio ha subito una flessione. Si è un po’ allontano dagli inizi, con uno swing molto forte. C’era un ritmo che richiamava gli anni 40. Siccome fa parte di me, ho deciso di riportarlo alla luce.
Cambi sempre stile…
In tutta la mia produzione artistica, se posso entrare a far parte della categoria degli artisti, c’è sempre qualcosa di nuovo. Anche quando scrivo su un quaderno mi rendo conto che ho tante grafie diverse, sono sempre alla ricerca di nuovi stili. A volte arrivano delle canzoni che non ci azzeccano con me. Ma vanno bene lo stesso. Le mie sono più passionali come scritture. Vado al sodo e sono molto istintiva.

Torni a X Factor, cosa ti aspetti da questa edizione?
Era un lavoro che desideravo rifare. La giuria è diversa: Alvaro, Fedez e Manuel sono molto professionali e sono esseri umani che amano la musica… Ci sono i ragazzi tanti sogni e possibilità di dare. Ci sono delle anime che hanno diritto di andare in tv, ho la fortuna di lavorare con delle persone che mi daranno la possibilità spero di aprire delle porte.

Su Facebook tempo fa ti sei lasciata andare a un lungo sfogo…
Nei giorni come questi mi rendo conto di come mai io non sia un animale da palco onnipresente. Credo nell’arte come passatempo, intenderla troppo come lavoro mi spaventa. Piuttosto vado a fare altro. Invece mi rendo sempre più conto che la musica e l’arte sono dei lavori. Per me fare una torta o cantare e scrivere una canzone sono la stessa cosa.
Fonte:Tgcom

Arisa parto in tour ma tra un anno mi fermo voglio diventare mammaultima modifica: 2016-07-18T15:17:21+02:00da nessi-15
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